Blog Centro Iperbarico di Ravenna

Da Bari a Ravenna per la cura di una vasculite

Scritto da Redazione reparto Ferite Difficili il 02/ 08/ 2019

Maria è una signora di 78 anni originaria della provincia di Bari, che soffre per una lesione molto dolente, di ampie dimensioni e con una brutta infezione. La lesione è presente da circa 6 mesi e non ha mai mostrato segni di miglioramento, anzi. Pur essendo in cura con medicazioni avanzate, con il passare dei mesi, la ferita è peggiorata e si è ingrandita notevolmente. Maria soffre molto e purtroppo anche la sua situazione di salute non l’aiuta. La figlia, stanca di vedere la madre soffrire, decide di fare una ricerca su internet e trova la pagina del Centro Iperbarico di Ravenna con le testimonianze dei tanti pazienti che abbiamo seguito e i percorsi di cura che adottiamo per i casi come quello di Maria. La figlia decide di portarla a Ravenna.

E così Maria a maggio si presenta al nostro Centro. Ai nostri medici e infermieri appare chiaro che Maria è una potenziale paziente del Centro Cura Ferite Difficili (CCFD) e, come prevede il protocollo in uso, deve essere valutata per la presa in carico. Nella prima valutazione, la situazione è abbastanza grave. Come ci spiega Klarida Hoxha, Coordinatrice Infermieristica del CCFD, la lesione è molto grande, a manicotto e localizzata attorno alla caviglia. Sono riconoscibili i segni clinici di infezione.

1a-1Purtroppo Maria ha anche alcune comorbidità che certamente non l’aiutano: è obesa (BMI>30), ha diversi problemi alla colonna vertebrale e soffre di polimialgia reumatica, patologia che comporta una presenza di dolore importante (NRS di 10/10). Nonostante ciò, i parametri di perfusione, rilevati durante la visita  sono buoni: l’ossimetria transcutanea mostra 72 mmHg e l’Ankle Brachial Index (ABI) è maggiore di 1.

Maria esegue un ecocolordoppler per rilevare lo stato della circolazione. L’esame rileva che non ci sono problemi di arteriopatia, rilevando dei flussi trifasici e un grado di insufficienza venosa moderata. Viene esclusa la Trombosi Venosa Profonda (TVP), mentre si riscontra la presenza di esiti di Trombosi Venosa Superficiale (TVS) con varici. Maria è ben seguita dal punto di vista reumatologico con relativa terapia. La biopsia della lesione che viene eseguita dal nostro personale conferma la diagnosi ipotizzata: vasculite.

A questo punto, Maria inizia il percorso di cura presso il nostro Centro e il percorso che i nostri sanitari hanno in mente per lei è ben chiaro. Il primo obiettivo è debellare l’infezione. Non semplice, visto che Maria è allergica a molti antibiotici. Per agevolare la guarigione della ferita Maria inizia subito un ciclo di Ossigeno Terapia Iperbarica (OTI), oltre alle medicazioni avanzate e ai bendaggi. L’OTI è fondamentale, perché favorisce la formazione di nuovi vasi sanguigni, mobilita le cellule staminali e riattiva i processi metabolici bloccati. Viene programmata la seduta di debridement della ferita con il Laser a CO2 (in sedazione, grazie alla presenza del rianimatore), durante la quale è stato prelevato del tessuto per l’esame culturale per una terapia antibiotica mirata.2a-1

Dal primo giorno della presa in carico al Centro Iperbarico Ravenna, Maria migliora notevolmente e ora manca solo lo step finale per fare ritornare la gamba di Maria come un tempo. La conclusione del percorso di cura prevede l’innesto autologo. I nostri medici  programmano una visita di valutazione presso il setting di cura di terzo livello, il Centro Grandi Ustionati di Cesena (diretto dal dottor Davide Melandri), che valuta positivamente la possibilità di eseguire l’innesto. Maria viene messa in lista e nel frattempo continua le medicazioni presso il nostro Centro in attesa dell’intervento.

Finalmente oggi, a meno di due mesi dalla presa in carico, Maria è guarita. Ha eseguito l’innesto e sta facendo le ultime medicazioni prima di tornare a casa, a Bari. Una soddisfazione enorme per noi del Centro Iperbarico di Ravenna.

I punti di forza di questo successo sono il percorso di cura ben chiaro sin dall’inizio, l’esperienza e la preparazione del personale medico e infermieristico del Centro, l’adozione di tecniche avanzate e l’interazione che esiste fra il Centro Iperbarico di Ravenna, i vari setting di cura e i professionisti dell’AUSL Romagna. Questa sinergia permette di offrire ai pazienti che soffrono di problematiche come quelle di Maria percorsi di diagnosi e cura in grado di ottenere i risultati sperati in tempi quasi certi. Ecco perché la specializzazione di medici e infermieri, nel campo delle ferite difficili, è essenziale: si tratta di ferite che, se medicate nel modo sbagliato, possono peggiorare invece di migliorare.

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