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La camera iperbarica sperimentale: uno studio del Centro Iperbarico di Ravenna con il Dipartimento di Patologia, Oncologia e Biologia Sperimentale diretto dal Professor Paolo Pinton

Scritto da Centro Iperbarico Ravenna il 13/ 06/ 2019

Nel primi mesi del 2019, nasce l’idea di realizzare una camera iperbarica sperimentale per test di laboratorio grazie a una collaborazione tra il gruppo dell’Università degli Studi Ferrara Dipartimento di Morfologia, Chirurgia e Medicina Sperimentale, sezione di Patologia, Oncologia e Biologia Sperimentale diretto dal Professor Paolo Pinton e il Centro Iperbarico Ravenna.

L’obiettivo che lo studio si propone è di valutare l’efficacia dell’ossigeno iperbarico sull’infiammazione, in questa prima fase utilizzando e analizzando terreni di cultura cellulare.

Nello specifico, si è visto che ogni persona è predisposta a rispondere a stimoli esterni (insulto batterico, trauma) con un’infiammazione di tipo temporaneo (infiammazione “buona”), che passa dopo massimo 7 giorni. Tuttavia, alcune persone sono geneticamente disposte ad avere un’immunità innata cronica, con un’infiammazione persistente (infiammazione “cattiva”). Questa infiammazione è alla base di tutta una serie di patologie, che possono essere malattie degenerative, tipo l’Alzheimer, la demenza cronica, malattie tipo la fibromialgia, oppure alcuni tipi di tumori, e possono predisporre a incidenti cerebrovascolari tipo l’ictus o l’infarto.

Con questo studio si vuole dimostrare che l’ossigeno iperbarico può modificare l’infiammazione da persistente a temporanea. Ogni volta che un paziente entra in camera iperbarica con l’ossigeno iperbarico, l’aumento dell’ossigeno crea una piccola tossicità nell’organismo, al quale l’organismo mette delle azioni correttive. In un ambiente controllato come la camera iperbarica, l’ossigeno, che è un farmaco biologico che esiste nell’ambiente, permette di riorientare l’organismo tramite piccole dosi tossiche che vanno nel DNA, insegnando al DNA ad esprimere dei geni che fanno sì che l’infiammazione da cattiva diventi buona (up-regulation). In questo modo, la stessa persona viene rieducata a rispondere in maniera più logica e fisiologica agli stimoli esterni.

Ciò è importante per favorire i buoni risultati di diverse terapie, come i farmaci, la chemioterapia, la radioterapia o gli incidenti subacquei. Se sottoposte subito a queste terapie, infatti, le persone che hanno un’infiammazione persistente, rispondono con un danno, perché “l’insulto” provocato dalla terapia determina l’infiammazione cronica, quindi peggiora dopo la terapia.

Invece, se sottoposte preventivamente a un ciclo di camera iperbarica, le persone che hanno un’infiammazione persistente, rispondono meglio ai trattamenti; questo è un bene per la comunità poiché si riducono i costi relativi alle complicanze.

La camera iperbarica sperimentale, realizzata per testare in iperbarismo le cellule staminali, è costituita da un involucro cilindrico in acciaio e relativo portello a flangia in cui sono ubicati tutti i sensori necessari al suo funzionamento e al monitoraggio dell’atmosfera interna. La camera è stata collaudata e certificata per resistere a una pressione di 25 atmosfere (pari a 250 metri di colonna d’acqua) e può contenere fino a 15 capsule di Petri su due ripiani. La pressione a cui saranno sottoposti i terreni di cultura sarà di 2 atmosfere assolute in ossigeno.

La camera iperbarica può essere compressa con vari tipi di gas; oltre all’ossigeno puro si potranno utilizzare miscele quali: aria, nitrox, carbox ed heliox, a seconda delle necessità dei ricercatori dell’Università degli Studi di Ferrara.

L’atmosfera della camera può essere riscaldata tramite un riscaldatore posto sulla parete esterna della camera, il quale può portare e mantenere la temperatura interna intorno ai 36 gradi (equivalente temperatura corporea).

La consolle di comando ha un modulo touch screen di ultima generazione con il quale si possono gestire i parametri della camera iperbarica: temperatura, umidità, pressione, analisi del gas interno e temporizzatore delle terapie sviluppate.

È importante ricordare che il progetto e le sperimentazioni sono monitorati dalla direzione del nostro Centro e con la supervisione del nostro Direttore Sanitario, il Dott. Pasquale Longobardi. Inoltre, per mantenere alti gli standard di sicurezza, la conduzione delle camere sperimentali durante gli esperimenti è sempre affidata a uno dei nostri tecnici iperbarici opportunamente formato.

Per il Centro Iperbarico di Ravenna è molto importante investire nella ricerca: crediamo che contribuire in questo settore sia fondamentale.

Ci auguriamo che il nostro piccolo apporto alla ricerca permetta, in futuro, di migliorare e aprire nuovi percorsi di cura.Vai alla sezione Ossigenoterapia Iperbarica

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